Magia, Narrazione e Isole Felici

Quali differenza tra maestra e attore, tra la magia a scuola e in teatro, tra fantasia e immaginazione?

Scuola e teatro: le due isole felici aperte verso il mondo dell’immaginazione, che ci permette di diventare grandi!

Giorgio Scaramuzzino, attore e responsabile del Teatro Ragazzi di Genova e Teresa Flores, maestra di Granada e autrice di “Cuentacuentos.Racconti tascabili”, ne dialogano insieme.

Rami di uno stesso albero

“Solo la narrazione consente di costruirsi un’identità e di trovare un posto nella propria cultura. Le scuole devono coltivare la capacità narrativa, svilupparla, smettere di darla per scontata.” (Jerome Bruner, La cultura dell’educazione)

“Non si può affrontare la fatica del conoscere se non si sente che il proprio pensiero è degno di essere accolto e ascoltato.” (Franco Lorenzoni, Rami di uno stesso albero.

Leggendo questo libro incontriamo l’esperienza di  un nutrito gruppo di insegnanti ed educatori di Modena che ricerca intorno alla narrazione orale dal 1999. Una ricerca ben documentata che affonda le sue radici nel principio che ognuno “può  riflettere su grandi temi solo quando  ha consapevolezza che il proprio pensiero conta”. E il libro ci porta a veder come costruire contesti capaci di far vivere e durare un ascolto attento, per garantire il diritto alla parola anche a chi possiede meno strumenti linguistici o culturali, ad esempio gli stranieri, o i disabili. Il cerchio narrativo: silenzio e ascolto.  Un luogo protetto, che nasce su un patto esplicito: “nessun giudizio da parte dell’insegnante e dei compagni, ascolto reciproco e sincerità, in primo luogo con noi stessi.”

Pedagogia dell’emancipazione e valutazione

Il Gruppo Valutazione del MCE promuove nelle scuole e tra gli insegnanti una valutazione coerente con una pedagogia dell’emancipazione che abbia, sia per l’alunno che per l’insegnante, una funzione formativa di accompagnamento, ascolto, auto-regolazione del processo di insegnamento/apprendimento. Il gruppo, pur avendo accolto positivamente l’eliminazione dei voti nella scuola primaria, continua il suo impegno politico-pedagogico con la campagna “Voti a perdere” per l’eliminazione dei voti nella scuola dell’obbligo e una diversa misura normativa per la valutazione degli apprendimenti che attinga alle esperienze dirette degli insegnanti, alle loro pratiche e ricerche sul campo, così come alla ricerca in ambito universitario. In questa pubblicazione sono raccolte testimonianze vive di diverse esperienze e riflessioni sulla valutazione degli apprendimenti.

Chi vince al tiro alla fune?

Perché un elastico si allunga? Chi vince al tiro alla fune? Come fanno le bilance a segnare il peso?Attraverso attività da sviluppare a scuola i bambini possono imparare a ragionare su normali situazioni di vita o di gioco in cui bisogna “fare forza”, attenti alle percezioni del proprio corpo ma anche alle deformazioni degli oggetti che “fanno forza” a modo loro sotto le diverse sollecitazioni. Gli elastici rispondono allungandosi alla forza che li tira, gli scatoloni rispondono scivolando sul pavimento, le bilance indicando con appositi meccanismi l’intensità della forza-peso che le schiaccia. Nelle diverse situazioni si mette in evidenza la contrapposizione tra due forze (non si può fare forza da una parte sola), si individuano gli antagonisti e si cerca di capire come si costruiscono le varie situazioni di equilibrio. I ragazzi discutono sulla loro esperienza e propongono spiegazioni che spesso non concordano con “la verità” scritta sui libri. D’altra parte, la realtà è spesso assai più complessa delle schematizzazioni e diventa compito dell’insegnante aiutare i ragazzi a cogliere indizi che possano guidare i loro ragionamenti e portarli a delle concettualizzazioni più corrette. Alcuni trasferimenti di energia sono messi in evidenza in situazioni quotidiane, e se ne avvia la comprensione che potrà essere approfondita e formalizzata col proseguire degli studi. 

Autori
Maria Arcà – Paolo Mazzoli

Chi ben comincia

N. Vretenar – A. Di Credico – B. Campolmi

Le ragioni del libro

• Uno strumento efficace e organizzato per docenti che vogliono misurarsi con il difficile insegnamento /apprendimento della lingua.
• Per una educazione linguistica “democratica”, a partire dalla comunicazione reale, dai bisogni comunicativi dei bambini, invece che da regole precostituite e vuote di senso.
• Per un’educazione linguistica che tenga conto del “mondo” multiculturale in cui viviamo, con cui ci misuriamo ogni giorno, e dei linguaggi “altri” da cui siamo continua- mente stimolati, che mutano anche la nostra percezione, per cui in campo educativo occorre essere attrezzati a conoscerli, praticarli, interagire.
• La postfazione di un docente universitario consentirà la diffusione del libro presso le Facoltà di Scienza della Formazione.
• Il libro contiene box con proposte di lavoro stimolanti e piacevoli per ragazzi e docenti.

Sentirsi belli sentirsi brutti

Il libro offre alcune indicazioni concrete per attività da svolgere in classe, efficaci e facili da organizzare, finalizzate a dare valore alla specificità e all’unicità di ciascuno/a e ad incoraggiare le ragazze e i ragazzi a confrontarsi sui loro vissuti in modo da ridimensionare il senso di inadeguatezza e la sofferenza che troppo spesso accompagnano questo momento delicato della crescita. Offre una serie di proposte che contribuiscono a sostenere l’identità, aumentare l’autostima, ed evitare l’adeguamento a modelli stereotipati, favorendo l’instaurarsi di relazioni positive nel gruppo.

Guarda la presentazione di Nerina Vretenar e dell’autrice Annalisa Busato

Il testo libero di matematica

“A diciannove anni mi sono trovato imbarcato nel mestiere di maestro, mestiere di cui non avevo alcuna conoscenza. Dopo vent’anni di sperimentazioni, ho potuto affrontare ambiti di ricerca non ancora esplorati, proseguendo le mie “ricerche-invenzioni” a un livello di riflessione più elaborato.”
La pedagogia dell’espressione-creazione, una delle invarianti di Freinet, che Le Bohec interpreta e approfondisce, rappresenta un modo di fare pulizia interiore così da rendere i soggetti capaci di conoscenza. Come si riscontra nelle pagine di questo libro in cui Le Bohec si racconta, proporre a bambini e adulti di fare delle “creazioni matematiche”, è stimolante: consente a ciascuno, con il proprio modo, di interpretare la creazione, mettendo in gioco le proprie conoscenze matematiche e, soprattutto, di esprimersi liberamente.

Racconti tascabili

TERESA FLORES MARTINEZ

Racconti tascabili, sulle tracce della Grammatica della fantasia di Rodari

Questi Racconti tascabili sono un esempio concreto di narrazione di storie come ponte tra il bambino e la letteratura. Sono storie, ma anche attività in cui si condivide un piacere attraverso la voce, il ritmo, la corporeità e l’azione, che utilizzano gli elementi prossemici e cinesici per giungere all’espressività e alla comunicazione profonda. Teresa Flores si propone non solo di evidenziare l’importanza della narrazione nel tempo e nello spazio, ma anche di stimolare l’intervento attivo di chi ascolta, attraverso la manipolazione e la trasformazione di materiali e supporti al racconto. Situazione utile a tutti, e fondamentale – come motivazione e stimolo – ad alunni in difficoltà.

Racconti tascabili, sulle tracce della Grammatica della fantasia di Rodari, e della tradizione del cuentacuentos spagnolo è la sua seconda pubblicazione sulle storie tradizionali e sull’infinità di varianti possibili in edizione spagnola, poi tradotta in Italia: entrambi i suoi libri mostrano come sia proficuo raccontare con il supporto delle mani, di corde ed elastici, con la carta, con il kamishibay… nel quadro di una – quanto mai necessaria – pedagogia della narrazione.

• Rivolto a insegnanti e formatori il libro propone molte tecniche e situazioni giocose, con l’utilizzo di strumenti semplici di uso quotidiano.

• Le proposte, dedicate a una fascia d’età molto vasta, (da zero a 10/12 anni) evocano di solito nei bambini emozioni e suggestioni di grande intensità e partecipazione.

Giancarlo Cavinato (MCE) presenta il libro Cuentacuentos di Teresa Flores Martinez